LUSSAZIONE DELLA ROTULA

La lussazione della rotula si può verificare o in seguito ad un trauma diretto su una rotula sana oppure più frequentemente in giovani atleti durante una contrazione improvvisa del quadricipite con il ginocchio in semiflessione e la gamba extra ruotata in presenza di un fattore costituzionale predisponente come ad esempio la rotula alta, iperlassa ovvero nel ginocchio valgo. La rotula si lussa quasi sempre lateralmente. Colpisce più frequentemente il sesso femminile e la fascia d’età più spesso colpita è quella tra 14 e 17 anni.

In seguito alla lussazione si avrà una evidente deformità articolare. Spesso la rotula si riduce da sola a patto che l’atleta estenda completamente il ginocchio, ma se questo non avviene si dovrà eseguire una manovra di riduzione per riportare la rotula nella sua normale sede anatomica.

Ovviamente questo tipo di trauma oltre alla deformità causa improvviso e intenso dolore con impotenza funzionale dell’arto inferiore, si genera versamento articolare di natura ematica. Anche dopo al riduzione il dolore sarà ancora presente nella regione mediale del ginocchio a livello del legamento alare mediale. Oltre che alla palpazione il dolore sarà evocabile anche mediante mobilizzazione attiva e passiva del ginocchio. Clinicamente si potrà apprezzare anche una ipermobilità laterale della rotula.In alcuni casi si possono associare anche vere e proprie lesioni osteocondrali per lo più localizzate a livello della faccetta rotulea mediale e sul condilo femorale laterale.

In Pronto Soccorso si potrà eseguire una radiografia standard del ginocchio che potrà mettere in evidenza la lussazione  della rotula oppure anche la già avvenuta riduzione della stessa. L’indagine di secondo livello assolutamente necessaria è costituita dalla risonanza magnetica nucleare (RMN) che ha il compito di evidenziare eventuali lesioni associate a carico del compartimento mediale (menisco e legamento collaterale mediale), ma anche la presenza di lesioni osteocondrali oltre che di corpi mobili intra-articolari.

La prima cosa da fare in caso di lussazione della rotula è procedere alla riduzione manuale. In caso di emartro potrà essere utile eseguire una artrocentesi per evacuare la raccolta detendendo l’articolazione stessa per favorire anche una riduzione del dolore. Normalmente si consiglia l’applicazione di un tutore in estensione per circa 2 settimane, successivamente il tutore verrà progressivamente sbloccato in flessione ma comunque mantenuto per circa 30 giorni dal trauma. Nei primi giorni l’utilizzo di ghiaccio, FANS e terapie fisiche è fondamentale per controllare il dolore e ridurre l’infiammazione. Successivamente si inizierà la fisioterapia passiva e attiva per recuperare il movimento articolare ed il progressivo recupero del muscolo quadricipite (in particolar modo del vasto mediale). Si dovrà porre particolare attenzione alla ginnastica propriocettiva che sarà fondamentale nella ripresa della corsa. All’inizio della ripresa dello sport potrà essere utile ricorrere ad un tutore con spinta rotulea laterale.

Il trattamento chirurgico artroscopico sarà utile per l’asportazione di corpi mobili articolari ed il trattamento delle fratture osteocondrali. Nel caso di lussazione abituale della rotula invece sarà necessario un trattamento chirurgico più aggressivo per praticare un riallineamento della rotula mediante una trasposizione della apofisi tibiale anteriore eventualmente associato ad un detensione prossimale laterale (lateral release) ed eventualmente un avanzamento della porzione obliqua del muscolo vasto mediale.

Nel caso di un episodio acuto singolo normalmente la corsa potrà essere ripresa a circa 6 settimane dal trauma ma la flessione completa andrà evitata per almeno 2 mesi. Nel caso di un intervento chirurgico invece la ripresa della attività sportiva sarà concessa in tempi più lunghi in base anche alla guarigione del riallineamento osseo.

pancafit

GINNASTICA POSTURALE MONZA
SIMONE TERUZZI

pancafit

OSTEOPATIA MONZA LUCA CAIMI